Accesso agli atti

Il diritto di accesso è il diritto degli interessati di prendere visione ed estrarre copia dei documenti amministrativi.Tale istituto giuridico, come istituto generale, è stato per la prima volta riconosciuto nell’ordinamento italiano con la legge 8 giugno 1990 n. 142 “Ordinamento delle autonomie locali” e poi disciplinato con la legge 7 agosto 1990 n. 241 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”.

Il diritto di accesso è il diritto degli interessati di prendere visione ed estrarre copia dei documenti amministrativi.
Tale istituto giuridico, come istituto generale, è stato per la prima volta riconosciuto nell’ordinamento italiano con la legge 8 giugno 1990 n. 142 “Ordinamento delle autonomie locali” e poi disciplinato con la legge 7 agosto 1990 n. 241 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”.
Con queste leggi, che riconoscevano, come principio e regola generale, il diritto delle persone a conoscere i documenti e gli atti dei soggetti pubblici, si rovesciò quella che fino ad allora era la regola generale: la segretezza degli atti.
La normatriva in questione si inseriva nel segno delle riforme per garantire una migliore amministrazione dal punto di vista dell’efficienza e dell’efficacia della condotta amministrativa, anche attraverso un rinnovato  rapporto tra amministrazione e amministrati, fondato su partecipazione  e trasparenza.
La legge n. 241/1990 ha subito integrazioni e modifiche ad opera della legge n. 15 del 2005, anche con riferimento al diritto di accesso. L’obiettivo è stato quello di migliorare ulteriormente le modalità di esercizio ed ampliare quanto più possibile l’oggetto del diritto di accesso, che “(…) attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza, ed attiene ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione ” (art. 22, comma 2 L 241/1990).
Va segnalato, peraltro, che a livello locale la Legge di riferimento è la L.P. 23/1992, recentemente oggetto di adeguamento con la L.P. 7/2007 (in passato, invece, fino alla approvazione della L.R. 7/2004, si faceva riferimento alla L.R. 13/1993).
Il diritto di accesso, nell’ordinamento giuridico internazionale, trova fondamento e riconoscimento nell’art. 19 della Dichiarazione internazionale dei diritti dell’Uomo, adottata dall’Assemblea generale dell’O.N.U. il 10 dicembre 1948, ove si riconosce ad ogni persona il diritto di “cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee, attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”, contemplando in tale affermazione tutti i momenti che caratterizzano il diritto di informazione, ossia:

  • la libertà e il diritto di informarsi;
  • la libertà e il diritto di essere informati;
  • la libertà e il diritto di informare.

Giovedì, 28 Giugno 2012 - Ultima modifica: Venerdì, 10 Luglio 2015