FAQ

Sezione del sito contenente risposte a frequenti e probabili quesiti in materia di IMUP

1. I fabbricati rurali strumentali sono assoggettati all’ I.MU.P.?

Risposta

Ai sensi dell’art. 9, comma 8, del D.Lgs. 23/2011 (come modificato dal D.L. 02 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214) i fabbricati rurali ad uso strumentale ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani di cui all’elenco dei comuni italiani predisposto dall’ISTAT (in tale elenco rientrano tutti i comuni della Provincia di Trento) sono esenti. Sempre ai sensi della norma richiamata, la Provincia di Trento può prevedere, con propria legge, che i fabbricati rurali ad uso strumentale siano assoggettati all’I.MU.P.

2. Si considerano esenti solamente gli immobili classificati nella categoria catastale D/10 o anche quelli classificati in altre categorie purchè abbiano i requisiti di cui all’art. 9, comma 3 bis del D.L. 557/1993?

Risposta

La classificazione dell’immobile nella categoria catastale D/10 è requisito indispensabile per l’esenzione ai fini ICI mentre non è condizione unica per il riconoscimento dell’agevolazione in esame poiché rientrano nell’agevolazione anche le fattispecie presenti nell’art. 9, comma 3 bis, del D.L. 557/1993 che non rientrano necessariamente in D/10.

3. In relazione alla previsione normativa di cui all’art. 8, comma 6 del d.lgs. 23/2011 che prevede la riduzione dell’aliquota del 50% nel caso di immobile locato (seconda casa) si chiede conferma di tale impostazione.

Risposta

Al riguardo, preme evidenziare che l’art. 13, comma 1, del d.l. 201/2011 prevede espressamente: “l’istituzione dell’imposta municipale propria è anticipata, in via sperimentale, a decorrere dall’anno 2012, ed è applicata in tutti i comuni del territorio nazionale fino al 2014 in base agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, in quanto compatibili, e alle disposizioni che seguono…”. ciò premesso, la disposizione di cui all’art. 8, comma 6, del d.lgs. 23/2011 non è compatibile con quanto previsto dall’art. 13, comma 9 del d. l. 201/2011 “i comuni possono ridurre l’aliquota di base fino allo 0,4 per cento nel caso di immobili non produttivi di reddito fondiario…, ovvero nel caso di immobili posseduti dai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società, ovvero nel caso di immobili locati”

4. Per l’anno 2012 è consentito provvedere al versamento  dell’imposta in un’unica soluzione?

Risposta

L’art. 13, comma 12 bis, del D.L. 201/2011 non contempla tale facoltà. Ciò, in quanto, non solo le aliquote e le detrazioni eventualmente deliberate dai comuni possono essere rideliberate dagli stessi enti entro il 30 settembre 2012 ma anche quelle stabilite dalla legge possono essere modificate successivamente con i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

5. Perché se l’importo della rata di acconto è inferiore all’importo minimo, il calcolatore I.MU.P.  consente di pagare l’imposta dovuta unicamente a saldo?

Risposta

In assenza di una norma specifica per l’IMUP sperimentale che disciplini il versamento in unica soluzione, vale la regola generale dell’importo del versamento minimo. Tale importo è fissato in €. 12,00 dall’art. 1, comma 168, della Legge n. 296/2006. Il regolamento tipo del Consorzio ha previsto invece che non si non si procede al versamento dell’imposta quando la stessa risulta inferiore o uguale ad Euro 12,00. Quindi il minimo da versare risulta pari s Euro 13,00.

6. In caso di un immobile in comproprietà, è possibile che un comproprietario proceda al versamento anche in nome e per contro degli altri?

Risposta

No, ogni contribuente è tenuto a versare autonomamente la propria quota d’imposta.

7. L’inagibilità/inabitabilità può essere riconosciuta solo se prevista dal regolamento comunale o, a tal fine, è sufficiente la dichiarazione sostitutiva presentata dal contribuente? 

Risposta

L’agevolazione prevista per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, con riduzione del 50% della base imponibile, è prevista espressamente dalla norma di legge (art.13, c. 3, D.L. 201/2011). L’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario; in alternativa il contribuente può presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR 445/2000. Il comune, con proprio regolamento, potrebbe disciplinare le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta del fabbricato non superabile con interventi di manutenzione.

8. Casa in comproprietà  indivisa con 1/3 ciascuno fra madre e due figli. La madre invalida al 100 per cento ha utilizzato il bene ereditato  come abitazione principale ed unica casa sino a qualche anno fa, in qualità di coniuge superstite titolare del diritto di abitazione ai sensi dell’art. 540 del C.C.. Attualmente l’immobile è libero in quanto la signora di anni 91 risiede anche anagraficamente presso uno dei due figli per ragioni di assistenza in attesa di essere ospitata in RSA la cui domanda è stata fatta più di tre anni fa. Come deve essere calcolata l’imposta in questa circostanza tenuto conto che ai fini fiscali il reddito dell’immobile sino ad oggi è sempre stato in carico all’anziana signora quale unica utilizzatrice del bene?

Risposta

Unico soggetto passivo è la madre che dovrà versare l’imposta con l’aliquota ordinaria poiché non dimorante  ne residente nell’immobile.

9. Una signora è usufruttuaria per la quota di 1/3 di una A3 che è anche la casa dove risiede ed abita.Il figlio è nudo proprietario dello stesso 1/3 e proprietario pieno degli altri 2/3 ma ha la residenza in un altra unità abitativa.In regime ICI, essendo ivi residente solo la madre, l'unità abitativa era considerata per intero prima abitazione della stessa, in quanto trova applicazione il diritto di abitazione, ex art. 540 c.c (coniuge superstite, a seguito di decesso dopo il 1975)..In regime I.MU.P. va applicato lo stesso principio ovvero la madre paga l'imposta come prima casa (0,4% - e detrazione.)?

Risposta

Nel caso in esame il soggetto passivo è la madre, titolare del diritto di abitazione quale coniuge superstite, a seguito di decesso del marito dopo l’entrata in vigore delle disposizioni normative del nuovo diritto di famiglia. Pertanto l’I.MU.P. dovrà essere versata per intero dal coniuge superstite (art. 540 c.c.) applicando l’aliquota per l’abitazione principale e la detrazione deliberate dal Comune.

10. Io e mia moglie possediamo rispettivamente il 90% e il 10% della nostra casa di famiglia dove viviamo con i nostri tre figli. Dato che possiedo il 90%, dividendo la detrazione per teste, e non per quote, dovrei pagare di più di quanto pagherei se avessi il 100%. Mentre mia moglie che ha il 10% non dovrebbe pagare nulla. E’ possibile?

Risposta

Quanto prospettato risulta corretto. Il calcolo dell’imposta da pagare viene eseguito in base alle percentuali di possesso. All’imposta così determinata si applicano le detrazioni per l’abitazione principale e per i figli nella misura del 50% senza tenere in considerazione la percentuale di possesso.

11. Una unità immobiliare adibita ad attività di agriturismo è considerata immobile strumentale all’attività agricola e quindi esente da IMUP.

Risposta

Ai sensi dell’art. 13, comma 8, del D.L. 201/2011 si considerano rurali i fabbricati di cui all’articolo 9, comma 3 bis del D.L. 557/1993. Tale comma prevede espressamente alla lettera e) che ai fini fiscali deve riconoscersi carattere di ruralità per le costruzioni destinate all’attività di agriturismo.
Nei Comuni della Provincia Autonoma di Trento, in quanto considerati comuni montani, tali immobili godono dell’esenzione dall’IMUP, ai sensi dell’art. 9, comma 8, del D.Lgs. 23/2011 (come modificato dal D.L. 02 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214).

12. Nella disciplina IMUP manca una disposizione che impone all’Amministratore di effettuare il versamento per conto dei singoli titolari della multiproprietà, né viene richiamata la norma prevista per l’ICI (art. 19  L. 388/2000): come dovranno procedere gli amministratori in sede di pagamento dell’acconto ? Dovranno provvedere i singoli proprietari ?

Risposta

Mancando la disposizione richiamata nel quesito, che non può essere applicata in via estensiva all’IMUP, i singoli proprietari dovranno provvedere ciascuno per la propria quota.

Lunedì, 18 Agosto 2014 - Ultima modifica: Giovedì, 10 Settembre 2015