PM10

Il progetto sulle polveri sottili, in breve PM10, è finalizzato alla realizzazione di una campagna di sensibilizzazione sul tema dell'inquinamento atmosferico derivante dalle polveri sottili destinata a livello territoriale sia ai cittadini che alla Pubblica Amministrazione della provincia di Trento nel periodo di attivazione del Piano antismog.
Le campagne di sensibilizzazione che si sono svolte negli inverni dal 2010 al 2013 sono state realizzate di concerto dalla Provincia autonoma di Trento e dal Consiglio delle autonomie locali, con il concorso dei principali Comuni del Trentino.

Cosa sono le PM10

Le polveri sottili, generalmente nome con l'acronico inglese PM (Particulate Matter), sono particelle di materia allo stato solido o liquido che galleggiano nell'atmosfera. Le polveri più pericolose sono quelle che presentano una dimensione così ridotta da poter eludere le difese naturali dell'apparato respiratorio e penetrare nei polmoni. Queste particelle hanno un diametro inferiore a 10 micron (sono circa sette volte più piccole delle spessore di un capello umano) e possono rimanere sospese nell'aria per molto tempo. Le PM10 sono fra le principali responsabili dell'opacità dell'aria e cioè di quel fenomeno che si manifesta in modo più intenso nel periodo invernale nella maggior parte delle zone dell'arco alpino che è lo smog.

L'origine delle PM10

Gli elementi che formano questi aggregati sospesi nell'aria sono numerosi e comprendono fattori sia naturali che antropici.Le PM10 vengono prodotte per la maggior parte delle attività umane e in misura minore da sorgenti naturali. Le fonti più significative sono:

  • il traffico veicolare, in particolare i veicoli diesel
  • il riscaldamento civile, in particolare le caldaie alimentate con legna e carbone
  • l'industria, in particolare le cave e le attività di costruzione
  • l'agricoltura, in particolare la combustione incontrollata dei residui vegetali

Le PM10 sono costituite da una miscela di materiali differenti, quali incombusti, fuliggine, sali minerali, sabbia, acidi e metalli. Anche i gas emessi dagli autoveicoli, dal riscaldamento e dall'industria possono generare materiale particellare attraverso alcune reazioni chimiche che avvengono direttamente nell'atmosfera.

Cosa fare

Nella convinzione che il problema delle PM10 non si possa risolvere in breve tempo e con un unico intervento, la Provincia, i Comuni ed altri Enti e imprese hanno stipulato un patto che prevede l'attuazione di azioni a medio-lungo periodo con l'obiettivo di eliminare le fonti e rendere cos' duraturi nel tempo gli effetti. Tra queste sono state individuate le seguenti azioni:

  • potenziamento e miglioramento del trasporto pubblico;
  • ampliamento delle aree servite da metano;
  • promozione del risparmio energetico in tutte le sue forme;
  • promozione alla realizzazione di case ecologiche;
  • incentivi per migliorare i rendimenti e la qualità delle emissioni dalle stufe e dai camini;
  • incentivi per l'acquisto di veicoli ecologici;
  • informazione e responsabilizzazione dei cittadini.

Azioni collettive

Ognuno può contribuire a ridurre le PM10. Alcune delle azioni possibili sono:

  • evitare o ridurre l'uso dell'automobile nei giorni critici;
  • aderire alle iniziative per la limitazione del traffico;
  • spostarsi in città con i mezzi pubblici;
  • controllare le emissioni degli autoveicoli e curare la loro regolare manutenzione:
  • sostituire i vecchi autoveicoli con quelli ecologici o procedere alla loro trasformazione;
  • impiegare caldaie ad alta efficienza e a basso consumo energetico;
  • curare la manutenzione delle caldaie;
  • assumere comportamenti, anche a livello domestico, volti a ridurre i consumi energetici;
  • evitare la combustione di residui agricoli.

Per monitorare lo stato della qualità dell'aria in trentino vai sul sito dell'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente 

Martedì, 07 Aprile 2015 - Ultima modifica: Martedì, 21 Luglio 2015