Comune di Fiavé « home page
Localizzato nella parte occidentale della Provincia Autonoma di Trento, il Comune di Fiavé è uno dei 40 Comuni che costituiscono il Comprensorio delle Giudicarie (C8). Assieme a Lomaso, Bleggio Inferiore, Bleggio Superiore, Stenico, Dorsino e San Lorenzo in Banale si inserisce in quella porzione di territorio denominato "Giudicarie Esteriori".
Il Comune di Fiavé, recentemente certificato EMAS, appartiene all'Ecomuseo della Judicaria dalle Dolomiti al Garda, istituito nel 2002 per la valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali dei Comuni di Fiavé, Bleggio Superiore, Bleggio Inferiore, Dorsino, Lomaso, Stenico, San Lorenzo in Banale e Tenno.
Il Comune di Fiavé si estende su una superfi cie di 24,27 kmq con una densità abitativa di circa 44,5 abitanti a chilometro quadrato. Fiavé sorge a 669 metri sopra il livello del mare. Territorialmente confina con i comuni di Bleggio Superiore, Bleggio Inferiore, Lomaso, Tenno e Concei.
Dista 7 km dalle Terme di Comano, importante centro turistico dovuto al potere curativo delle acque di Comano Terme e 18 km da Riva del Garda, dalle Dolomiti di Brenta e dal Parco Adamello Brenta.
Oltre al centro principale, individuato nell'abitato di Fiavé, il Comune è costituito da altre tre frazioni: Ballino, Favrio e Stumiaga e da varie località: Doss-Torbiera, Curè, Valec, Castelcampo, Molin, Ca Noa, Pineta, Cornelle, Castil e Val dei Cagni.

A circa un chilometro dall'abitato di Fiavé, in località Torbiera, è stato individuato un ambiente di elevata valenza bioecologica e naturalistica, definito "biotopo". In aggiunta all'interesse ambientale, la Torbiera di Fiavé si pone come stazione archeologica di rilevanza internazionale. L'intera zona ha conservato strutture e testimonianze di vita con insediamenti su palafitte, risalenti al 2300 a.C. Fiavé ha quindi una storia plurimillenaria che ha il suo epicentro nella preistoria con l'età del Bronzo, documentata egregiamente dal villaggio palafitticolo e studiata con attenzione dagli archeologi. Le prime scoperte già nel 1800 in seguito agli scavi di estrazione della torba, furono studiate solo a metà del secolo scorso. Nell'area furono rinvenuti oggetti dell'età del bronzo ma anche gallici e romani.
Nel periodo romano imperiale Fiavé apparteneva al municipio di Brescia, appartenenza protrattasi fino all'alto medioevo quando la zona fu influenzata culturalmente dalla vicina area del Garda.
Ma Fiavé, ha anche una storia più recente, forse più umile e modesta, ma non per questo meno importante per la popolazione e il suo radicamento nel territorio, la storia delle comunità di villaggio nel Medioevo e in età moderna evidenziata attraverso le Regole, gli usi civici e la proprietà collettiva.
Le carte di Regola erano antichi documenti che regolavano la vita comunitaria in tutti gli aspetti, sociale, economico e giuridico a fornire le basi dell'ordinamento civico. Le prime carte di regola risalgono al 1458 per Fiavé, 1778 per Stumiaga, 1793 per Favrio e 1794 per Ballino.
Attualmente le carte di regola sono state sostituite dagli statuti comunali, il Comune di Fiavé lo adottò nel 1996 ed i Comitati A.S.U.C. nel 2005.

Per quanto riguarda il patrimonio religioso, sono presenti diverse chiese: a Stumiaga, la curaziale di S.Antonio Abate (citata per la prima volta nel 1482), a Favrio la curaziale di S. Biagio del XVI secolo, a Fiavé la parrocchiale dei Santi Fabiano e Sebastiano, costruita nel 1885 al posto della precedente chiesa del ‘500 e le chiesette di S.Zenone e San Rocco, la chiesa di origine medioevale, poi ricostruita, a Ballino la chiesa di S.Lucia.
A Fiavé, vicino alla località Curè, è situato Castel Campo un bellissimo castello medievale risalente al 1400. Inoltre sparsi sul territorio si trovano numerosi capitelli, e negli abitati: ponti e portali di case rurali tipiche delle Giudicarie Esteriori. Nel paese di Fiavé ci sono anche diversi edifi ci nobiliari come il palazzo dei conti d'Arco, il palazzo Levri con all'interno interessanti affreschi (ciclo dei mesi).
Di rilevante visualità paesaggistica è il vasto ingresso (30 metri di larghezza e 12 di altezza) della cosiddetta Camerona e/o Grotta Camerona, in loc. Castil nella Frazione di Ballino.

Il bosco e i territori naturali sono molto diffusi. L'uso del suolo prevalente infatti si riferisce ai territori boscati e agli ambienti seminaturali che rappresentano il 69,2% dell'intera superficie comunale, seguiti dai territori agricoli (29,5%) e dai territori modellati artificialmente (1,3%). Entrando maggiormente nel dettaglio sono i boschi misti, in prevalenza di proprietà collettiva, la categoria di uso del suolo più diffusa (22,8%) seguita dai sistemi colturali e particellari complessi (zone agricole eterogenee) (21,8%) e dai boschi di conifere (20%). Tale proprietà forestale ha ottenuto nel 2005 la certificazione PEFC Italia.
Estesi anche i pascoli, soprattutto in alta quota, in parte anche con arbusti. Tra la vegetazione presente nel Comune di Fiavé è importante ricordare quella legata agli ambienti umidi.

Il Biotopo "Fiavé" è stato istituito dalla Giunta Provinciale nel 1988 in considerazione del suo grande pregio naturalistico, e quindi inserito nella rete dei siti di importanza comunitaria (SIC) così da potervi attuare una tutela "globale" che preservi l'uno e l'altro aspetto della sua ricchezza, evitando manomissioni arbitrarie che potrebbero danneggiare irreversibilmente l'intero sistema.
La torbiera di Fiavé ha avuto origine per colmamento di un lago preesistente, a sua volta formatosi circa 12-14.000 anni fa, al termine dell'ultima fase della glaciazione würmiana, in virtù di uno sbarramento morenico. Questo lago era, in origine, profondo più di 20 metri e perfino più esteso dell'attuale bacino occupato dalla torbiera. Gli insediamenti palafitticoli – che sono particolarmente estesi - erano collocati sulle rive e su un isolotto di questo antico bacino. Durante questo lungo processo l'accumulo dei resti dei vegetali morti ha dato origine alla formazione di un potente deposito di torba, dello spessore massimo di 3 metri. La torba è stata estratta con tecniche industriali o artigianali già dalla metà del 1800 fino ai nostri giorni: per facilitare i lavori vennero realizzati vari interventi di bonifica che determinarono la scomparsa del lago, ancora riconoscibile nella prima metà del 1800. L'estrazione della torba,utilizzata come combustibile o come fertilizzante, ha quindi segnato profondamente l'ambiente della torbiera, lasciandogli in eredità una serie di scavi oggi occupati da canali e stagni.
Nell'economia locale è forte il ruolo svolto dal comparto agricolo e dalla rilevante produzione lattiero casearia posta dal Caseificio Pinzolo Fiavé Rovereto Società Cooperativa Agricola. Altra significativa realtà economica operante nel settore alimentare e dolciario in genere è la Società Erika eis che a Fiavé svolge prevalentemente attività di produzione di gelati. Sono presenti anche artigiani che operano prevalentemente nei settori: edilizia, trasporto; imprese commerciali legate al commercio al dettaglio e alberghi, ristoranti, bar, pizzerie e agriturismo.

Le attività legate al terziario e ai servizi sono: Cassa Rurale, Poste, studi tecnici, studio di investigazione.
La Comunità di Fiavé conta 1080 abitanti, negli ultimi anni sì è registrato un leggero aumento della popolazione dovuto sia a nuove copie che hanno scelto Fiavé come luogo della propria residenza sia a stranieri in cerca di lavoro occupati in prevalenza nel settore dell'edilizia e dell'agricoltura.