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Personale

Permessi per gravi motivi personali e familiari

Data pubblicazione : 24/07/2000

Il comma 4 dell'art. 43 del ccpl 08.03.00 prevede la facoltà del dipendente di fruire, nell'anno, di un permesso retribuito di 10 giorni per "gravi motivi personali o familiari", indicando esplicitamente che rientrano tra detti motivi "le assenze dovute ad assistenza ai parenti o affini di primo e secondo grado o conviventi per il ricovero ospedaliero, ove venga certificato il bisogno di assistenza, nonché le assenze che siano dovute a casi assimilabili, per caratteri di gravità, a quello menzionato".
Rimane quindi da chiarire il punto più controverso dell'istituto in parola: cosa si debba intendere per "gravi motivi".

Una indicazione guida per la concreta definizione dei casi da considerare "gravi motivi" viene esplicitamente fornita dalla norma, la quale individua nel ricovero ospedaliero che abbisogni di assistenza una di queste ipotesi. E' evidente che tale esplicita indicazione non deve affatto ritenersi il solo motivo che legittima l'Amministrazione a concedere il permesso previsto dall'art 43, comma 4, ma, sicuramente, un parametro a cui raffrontare le situazioni che nel tempo potranno essere sottoposte all'attenzione dell'Amministrazione per la concessione del permesso per gravi motivi personali o familiari.

Dall'ipotesi paradigmatica indicata dalla norma si evincono con chiarezza questi aspetti:
1. Il ricovero ospedaliero di un parente di per sé stesso non legittima il dipendente a fruire del permesso in parola, poiché il permesso può essere concesso solamente a fronte della dichiarazione di un medico che certifichi il bisogno di assistenza, ossia la necessità della presenza costante di qualcuno che si occupi dei bisogni dell'ammalato.
2. In presenza di una attestazione medica che certifichi il bisogno di assistenza di un parente o affine di primo e secondo grado o di un convivente, ossia la necessità della presenza costante di qualcuno che si occupi dei bisogni dell'ammalato, non sarà necessario un ricovero ospedaliero per consentire la concessione del suddetto permesso, poiché in ogni caso ci si troverà di fronte ad un'ipotesi assolutamente assimilabile, per caratteri di gravità, a quello esplicitamente menzionato.
3. Dalla certificazione prodotta a giustificazione della domanda dovrà risultare chiaramente:
- la necessità di assistenza;
- l'indicazione del periodo in cui tale assistenza necessita.
Di fronte ai dati oggettivi sopra descritti, nell'ipotesi di malattia di un congiunto, a nostro avviso ci troviamo in presenza di tutti i presupposti necessari e sufficienti perché l'Amministrazione possa concedere il permesso previsto dall'art. 43 comma 4 del ccpl 08.03.00.
Ma non è escluso che la norma debba trovare applicazione anche fuori da questi casi, essendo vincolata solo genericamente alla presenza di: "gravi motivi personali o familiari debitamente documentati".

A questo proposito, proprio in questi giorni è stato reso noto attraverso la stampa lo schema di regolamento elaborato dal Ministro per la solidarietà sociale, che fissa le modalità d'accesso all'istituto del congedo retribuito per gravi motivi familiari previsto dall'art. 4 della legge 53/00, e tale regolamento, traendo spunto in gran parte dalla giurisprudenza, all'art. 2 indica cosa si intende per gravi motivi familiari; si ritiene quindi opportuno allegare alla presente nota il testo dello schema di regolamento appena citato che potrà essere un utile strumento di riflessione.