Abuso edilizio ante 72

Titolo
Abuso edilizio ante 72
Quesito

Il quesito posto si riferisce alla procedura da seguire per regolarizzare un edificio realizzato in difformità (su sedime diverso) da una licenza edilizia rilasciata nell'anno 1972.

Parere espresso

L’articolo 128, comma 6, della L.P. 1/2008, dispone quanto segue: “Le costruzioni abusive realizzate in vigenza delle norme urbanistiche anteriori al 30 gennaio 1977 in difetto o in difformità di licenza edilizia o in base a licenza edilizia annullata o scaduta restano soggette alle sanzioni amministrative previste dalla legge n. 1150 del 1942. Tuttavia il parere della sezione urbanistica compartimentale previsto dall'articolo 32 della legge n. 1150 del 1942 s'intende sostituito dal parere della commissione edilizia comunale.”. Nel caso concreto, i riferimenti legislativi che devono essere presi in considerazione risultano quelli sanciti dalla legge n. 1150/1942, nonché dalla legge n. 765/67. In tal senso l'articolo 31 dispone che “Chiunque intenda nell'ambito del territorio comunale eseguire nuove costruzioni, ampliare, modificare o demolire quelle esistenti ovvero procedere all'esecuzione di opere di urbanizzazione del terreno, deve chiedere apposita licenza al Sindaco”. Peraltro l’articolo 32 stabisce che nel caso di lavori iniziati senza licenza o proseguiti dopo l’ordinanza di sospensione, il podestà può, previa diffida e sentito il parere della sezione urbanistica compartimentale, ordinarne la demolizione a spese del contravventore senza pregiudizio delle sanzioni penali. Infine l'articolo 41 relativamente alle sanzioni dispone: “qualora non sia possibile procedere alla restituzione in pristino ovvero alla demolizione delle opere eseguite senza la licenza di costruzione o in contrasto con questa, si applica in via amministrativa una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere o loro parti abusivamente eseguite, valutato dall’Ufficio tecnico erariale”. Atteso che l’abuso in questione rientra nell’ambito di un’opera realizzata in difformità dalla licenza di costruzione, dalla lettura integrata dei richiami normativi sopra espressi, si ritiene che il proprietario possa promuovere un’istanza finalizzata a regolarizzare, sotto un profilo edilizio, il corpo di fabbrica in questione, seguendo la procedura di seguito delineata:
- formalizzazione da parte dell’Amministrazione di una diffida nei confronti del proprietario a rimuovere la costruzione abusiva ai sensi dell’articolo 32 della legge 1150/1942;
- presentazione da parte del soggetto, di un’istanza edilizia, ai sensi dell’articolo 31 della legge 1150/1942, corredata da un idoneo progetto. Il progetto finalizzato alla regolarizzazione dovrà essere accompagnato da una richiesta di natura patrimoniale, in quanto il sedime del corpo di fabbrica insiste su proprietà comunale;
- espressione favorevole da parte dell’Amministrazione rispetto alla regolarizzazione patrimoniale;
- la pratica dovrà, quindi, essere portata all’attenzione della commissione edilizia comunale, la quale dovrà esprimersi (con parere consultivo) in ordine all’opportunità o meno di coltivare l’iter sanzionatorio mediante l’eventuale ordine di demolizione. Si ritiene che il potere di disporre la demolizione ha carattere discrezionale e pertanto non è un atto dovuto. Infatti, qualora la restituzione in pristino del manufatto abusivo non risulti possibile anche tecnicamante o comunque qualora si ritenga, considerato il notevole lasso intercorso tra l’epoca di commissione dell’abuso e l’epoca del suo accertamento, che non sussista un interesse pubblico all’eliminazione della costruzione, dovrà applicarsi, in via amministrativa, una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere o loro parti abusivamente eseguite (articolo 41 legge 1150/1942);
- l’Amministrazione comunale potrà avvalersi dell’Agenzia del territorio (ex Ufficio tecnico erariale) per la quantificazione della sanzione sopra espressa per poi ingiungere all’interessato il pagamento della stessa. Peraltro, ai sensi del comma 8 dell’articolo 128 della legge 1/2008, qualora le opere abusive non risultino in contrasto con rilevanti interessi urbanistici, la sanzione determinata dall’Agenzia del territorio potrà essere sostituita dalla sanzione pecuniaria da calcolarsi ai sensi dei commi 4 e 5 dell’articolo 135 della legge provinciale medesima, maggiorata del 20% e comunque in misura non inferiore ad euro 4.000;
- l’avvenuta corresponsione della sanzione pecuniaria e il pagamento del contributo di concessione producono gli stessi effetti della concessione ai sensi dell’articolo 129, comma 12 della LP 1/2008.

Data di inizio pubblicazione
28/07/2014
Data
28/07/2014

Lunedì, 28 Luglio 2014 - Ultima modifica: Martedì, 23 Agosto 2016

Questionario di valutazione