Agibilità

Titolo
Agibilità
Quesito

Il quesito formulato riguarda l’interpretazione di alcuni aspetti peculiari della disciplina sul certificato di agibilità introdotta a livello provinciale dall’art 103-bis della l.p. n. 1 del 2008. In particolare ci si chiede se l’obbligo di monitorare (a campione) e verificare la presentazione delle certificazioni, attestazioni e dichiarazioni ivi richiamate nei termini previsti con conseguente applicazione delle sanzioni pecuniarie (ex art 24, comma 3, d.P.R. 380/2001) sussista anche nel caso, contemplato dal comma 8 del medesimo articolo, di edifici esistenti privi del certificato di agibilità.

Parere espresso

Si tratta dell’ipotesi “semplificata” di attestazione dell’agibilità ex post per edifici esistenti alla data di entrata in vigore dell’articolo che siano privi appunto della verifica sull’agibilità. Il legislatore ha ritenuto sufficiente prevedere per tale fattispecie la presentazione della certificazione di un tecnico abilitato di conformità dell’edificio - o degli interventi eseguiti sullo stesso - alle norme igienico-sanitarie e di sicurezza degli impianti, considerando anche la disciplina vigente al momento dell’esecuzione degli interventi, secondo criteri e modalità stabiliti con deliberazione della Giunta provinciale di data 3 settembre 2010, n. 2019. Con la detta deliberazione è stata altresì precisata la documentazione da produrre a corredo della certificazione del tecnico a seconda dell’epoca di riferimento ed è stata approvata la relativa modulistica. Sul tema occorre innanzi tutto premettere che, per i fini di cui al comma 8 dell’articolo 103 bis citato, si considerano edifici esistenti, così come previsto dall’Allegato 3 della deliberazione della Giunta provinciale 2019/2010, quelli completati e tali da potersi considerare agibili alla data di entrata in vigore della legge provinciale 3 marzo 2010, n. 4 (5 marzo 2010). Sul punto si riporta testualmente l’interpretazione resa con f.a.q. n. 8 del capitolo “Concessione edilizia / DIA / Agibilità” pubblicata sul sito della Provincia autonoma di Trento: “ 8) Cosa si intende per "edifici esistenti" per i fini di cui al comma 8 dell’articolo 103bis ? Per i fini di cui al comma 8 dell’articolo 103 bis, si considerano edifici esistenti, così come previsto dall’Allegato 3 della deliberazione della Giunta provinciale n. 2019 di data 3 settembre 2010, quelli completati e tali da potersi considerare agibili alla data di entrata in vigore della legge provinciale 3 marzo 2010, n. 4 (5 marzo 2010).” Il comma citato introduce dunque un’apposita procedura di “sanatoria” sull’agibilità per consentire la regolarizzazione degli edifici esistenti secondo l’accezione sovra riportata. Alla data di entrata in vigore delle disposizioni citate della nuova legge urbanistica si profila una duplice via: A) per i nuovi interventi (anche su edifici esistenti) intesi quali: nuove costruzioni, lavori di recupero di edifici esistenti che interessino parti strutturali dell’edificio, cambi di destinazione d’uso con o senza opere, deve essere, entro sei mesi dall’ultimazione dei lavori, prodotta una certificazione di agibilità rilasciata dal comune (per le nuove costruzioni) o attestata dal tecnico abilitato (per gli altri interventi)- comma da 1 a 4; B) gli edifici esistenti a tale data ( e non soggetti ad alcun tipo di intervento) può essere attestata ex post l’agibilità con certificazione redatta dal tecnico abilitato e secondo i criteri stabiliti dalla Giunta provinciale - comma 8. Ciò premesso, giusta riferimento alla norma nazionale per gli aspetti prettamente sanitari, si ritiene che la sanzione definita dal comma 6 dell’ art. 103 bis trovi applicazione solamente rispetto al primo caso (lettera a), mentre non pare possibile estendere analogo potere di controllo alla diversa fattispecie definita dal successivo comma 8 (lettera b), del tutto diversa ed autonoma. E’ fatto naturalmente salvo, in ogni caso, l’esercizio del potere ( comma 7) di dichiarare inagibile l’edificio (o parte di esso) da parte del comune qualora difettino i requisiti legittimanti contemplati dalla normativa vigente (i.e. regolamento edilizio). Per quanto sopra esposto, aderendo alla lettura testuale della norma, nel caso di edifici esistenti non pare potersi quindi rinvenire in capo all'Amministrazione comunale una generica possibilità di imporre al privato l'obbligo di presentare la documentazione prevista per l'ottenimento dell'agibilità mancante, e conseguentemente di comminare le sanzioni previste dell'art. 24 comma 3 del D.P.R. 380/2001 come richiamate nel comma 6 dell'art. 103 bis più volte citato.

Data di inizio pubblicazione
28/07/2014
Data
28/07/2014

Lunedì, 28 Luglio 2014 - Ultima modifica: Martedì, 23 Agosto 2016

Questionario di valutazione