Convenzione lottizzazione

Titolo
Convenzione lottizzazione
Quesito

Si chiede di approfondire il tema del contenuto dello schema di convenzione per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria (nel caso: allargamento strada) con contestuale scomputo degli oneri di urbanizzazione.

Parere espresso

L’organo competente all’approvazione dello schema di convenzione in parola deve ritenersi la Giunta comunale, in quanto solamente qualora ci si trovi in presenza di un atto di natura pianificatoria la competenza è da individuarsi in capo al Consiglio comunale. Per quanto riguarda la forma richiesta ex lege ai fini della stipula dell’atto si ritiene corretto lo strumento dell’atto pubblico, in ragione della presenza della cessione gratuita al comune di una parte della strada da realizzare in analogia a quanto previsto per la redazione del contratto preliminare di vendita e nel rispetto delle norme dettate dal codice civile in materia di pubblicità (articoli 2643 e ss.). In tema di cauzione, vi è da rilevare che la stessa normalmente viene costituita ai fini della garanzia degli adempimenti contrattuali e pertanto dovrebbe essere versata all’atto della firma della convenzione e dunque prima del rilascio della concessione edilizia. L’importo della stessa, di buona norma, viene commisurata all’importo reale riferito all’esecuzione dei lavori oggetto della convenzione. Sul ribasso d’asta, si evidenzia che, da un lato la determinazione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture n. 7 del 16/7/2009 attribuisce ai privati sia i ribassi sia i maggiori costi derivanti dall’esecuzione delle opere a scomputo in ragione dell’attribuzione del rischio d’impresa, dall’altro l’orientamento della Corte dei Conti propende, all’opposto, per la riferibilità del ribasso all’Amministrazione in ossequio alla previsione del TU sull’edilizia che, sul tema, richiama i “riscontri e prevedibili costi” della realizzazione delle opere di urbanizzazione. Al riguardo, si ritiene che, in via prudenziale, sarebbe opportuno qualificare in convenzione le opere a scomputo come opere a corpo (e non a misura), in modo che i relativi costi siano stabiliti per l’opera in sé considerata unitariamente e potrebbe essere applicato un ribasso medio ai costi esposti dalla stazione appaltante privata così da non essere suscettibili di modifica in esito alle variazioni di prezzo. In tal senso la clausola convenzione potrebbe essere del seguente tenore: ”l’importo riconosciuto a scomputo è da considerarsi a corpo, immutabile, calcolato a forfait, dunque non soggetto a rideterminazione, salvi i casi di variante delle opere approvate.”

Data di inizio pubblicazione
28/07/2014
Data
28/07/2014

Lunedì, 28 Luglio 2014 - Ultima modifica: Martedì, 23 Agosto 2016

Questionario di valutazione