13605 Analisi dei costi Luca Nicolelli

  • Chiusa

Considerato che il motivo fondamentale del riassetto amministrativo dei Comuni è una razionalizzazione dei costi, per me sarebbe estremamente importante avere un chiaro quadro per così dire "economico" che raffronti anno per anno, da oggi fino al 2029, tutti i maggiori costi ed i minori ricavi di una gestione associata rispetto alla fusione. Per tutti intendo quelli ovviamente certi nell'avverarsi anche se quantificabili solo in modo presunto. Per la fusione mi aspetto anche un'ipotesi di stima dei risparmi di gestione che verranno richiesti, elemento che, onestamente, non capisco perché non sia stato ancora definito in modo chiaro.
Inoltre vorrei venisse evidenziata la differente organizzazione del personale tra le due ipotesi, ovviamente con stima della differenza dei costi.

  • Pubblicata il 05/05/2016 07:08
  • Ultima modifica del 09/05/2016 16:15
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Commenti

Alessandro Ceschi
05/05/2016 11:09

Ho letto con attenzione la richiesta. Risulta peraltro impossibile effettuare una simile simulazione in termini astratti, non riferiti ad una situazione concreta e puntuale. Le realtà che stanno effettuando in queste settimane il percorso referendario sulla fusione sono estremamente differenziate sia per dimensione che per organizzazione: conseguentemente non si può ipotizzare un calcolo "a prescindere" di quali possano essere i risparmi né tantomeno raffrontare i modelli organizzativi in caso di fusione piuttosto che di gestione associata. Sulle piattaforme realizzate per alcuni dei Comuni interessati sono stati inseriti i dati riferiti al risparmio per alcune situazioni, più facilmente "certificabili", come ad esempio per la riduzione della spesa per gli Amministratori. Altri risparmi sono certi ma variabili da ente ad ente (es. revisori contabili, costi assicurativi, costi connessi a licenze software, costi legati a servizi assicurati a favore di un ente piuttosto che a 2,3,4 o più, ecc.); ci sono poi i costi amministrativi, non meno impattanti: se con la fusione tutto si riduce "ad uno", con le gestioni associate le attività debbono comunque essere proposte per tutti gli enti coinvolti: un solo bilancio (con tutte le numerose e complesse attività connesse), un solo regolamento per ciascuna delle numerose materie nelle quali i Comuni hanno competenza, un solo piano anticorruzione, un solo documento sulla privacy, un solo sito internet, un solo documento sulla sicurezza dei lavoratori, un solo contratto decentrato, .....
Ho volutamente citato alcune delle attività in una pluralità di settori, senza pretesa di esaustività, per far comprendere come risulti molto difficile effettuare una ricognizione globale, ancor più se genericamente riferita a Comuni che vanno a fusione piuttosto che in gestione associata.
Quanto sopra detto vale anche - e a maggior ragione - per le considerazioni sull'organizzazione che si avrebbe nelle due ipotesi di riorganizzazione istituzionale (fusione/gestione associata): al di là infatti delle riduzioni di carico lavorativo derivanti dal fatto di dover svolgere una sola volta (invece che 2,3,4 o più) le diverse attività (ad esempio: fare un bilancio unico comporta ovviamente un bel po' di lavoro in meno piuttosto che farne 4), qualunque analisi organizzativa, anche solo di massima, deve partire dalla considerazione della concreta situazione in essere. Si deve quindi valutare il SINGOLO CASO, analizzando il personale in servizio, sia per numero che per professionalità che per anzianità - anagrafica e di servizio -, si deve considerare l'aspetto logistico, si deve considerare quale modello organizzativo il nuovo ente (in caso di fusione) o la convenzione (in caso di gestione associata) vogliono perseguire. Solo disponendo di questi elementi sulla specifica situazione sarebbe possibile formulare le risposte puntuali che nel quesito vengono richieste.

Luca Nicolelli
05/05/2016 13:53

Il caso specifico che interessa il sottoscritto è la proposta di fusione tra i Comuni di Tesero e di Panchià: ipotizzavo però che fosse stato predisposto uno schema "guida" che permettesse alle Amministrazioni di concretizzare in termini economici le due alternative, ovviamente rispetto alla propria specifica situazione.
In ogni caso provvedo ad inoltrare la richiesta al mio Comune.
Volevo però chiederLe se è a conoscenza di qualche Amministrazione che ha fatto le valutazioni in questione: in caso positivo, mi farebbe piacere prenderne visione.

michele lorenzoni
05/05/2016 20:58

Credo anche io come il Signor Lionelli che per poter esprimere una opinione ragionata sui benefici economici derivanti dalla fusione piuttosto che dalla gestione associata dei servizi sia indispensabile disporre di una analisi dettagliata in merito. Tale analisi potrebbe basarsi ad esempio sui dati reali registrati dai comuni che già stanno vivendo esperienze analoghe da più di un anno.

Alessandro Ceschi
08/05/2016 20:07

Comprendo molto bene la richiesta avanzata e ne condivido certamente lo spirito. Come indicato nella prima parte della risposta questa schematizzazione non risulta così agevole da produrre, essendo molti e differenziati gli aspetti che devono essere considerati e solo parte di questi può essere codificata in termini generali. Mi permetto peraltro di proporre una riflessione di carattere generale su questo aspetto. Se la domanda che l'elettore si pone, per decidere se votare SI oppure NO alla fusione, è legata al risparmio economico puro e semplice posso dire, senza timore di smentita, che la fusione, a parità di servizi erogati, produrrà un risparmio e garantirà maggiori entrate per il Comune. Questo potrà essere maggiore o minore a seconda delle diverse situazioni, ma è certo che il risparmio e la maggiore entrata ci saranno.
Credo invece che, legittimamente, gli interrogativi sulla fusione siano molto più vari e tocchino, tra gli altri, il tema dell'identità, il tema della rappresentanza, il tema della capacità - da parte del comune unico - di interpretare i bisogni delle diverse comunità. Su questi aspetti invece non può esistere una risposta tecnica soddisfacente: ciascuno, in base alle proprie esperienze, alla propria cultura, alla propria sensibilità darà di volta in volta maggior peso e valore a questo o quell'aspetto, facendo pendere la bilancia del voto più verso il SI oppure verso il NO: in maniera del tutto legittima, perché su questi fondamentali aspetti non esiste LA risposta giusta, uguale per tutti.

Luca Nicolelli
09/05/2016 16:15

Espongo questo ultimo pensiero solo quale spiegazione del mio ragionamento. Come elettore non decido esclusivamente sul risparmio economico puro e semplice. Ma come nella vita di tutti i giorni, cerco di valutare qual è la migliore combinazione tra qualità e prezzo (ovviamente tra le opzioni sostenibili dalla mia capacità di spesa). E vedo aspetti qualitativamente sia positivi che negativi in una fusione, ma non riesco a bilanciarli con gli effettivi risparmi che verranno generati.
Ringrazio sentitamente per la grande disponibilità al confronto.

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